piccola storia della mia militanza
(e piccolissima quanto casuale campionatura di immagini prodotte e divulgate)
 
 
 
                           
 
 
 
 
 
 
Mi piace esprimermi con le immagini, esse rivelano più di un'altra cosa la verità delle emozioni e la testimonianza delle scelte.
 
 
Giuste, sbagliate?
 
 
Certamente ideali, mai per interesse personale: parola d'onore (facilmente verificabile nella storia dei fatti).
 
 
Avrei voluto fare di più e meglio, non ne ho avuto la possibilità o forse il tempo o forse la necessaria determinazione.
 
 
L'ultima esperienza operativa sono stati il Dipartimenti Tematici di Fratelli d'Italia: una buona idea che purtroppo non ha avuto seguito.
 
 
Peccato davvero.
 
 
Si erano prodotti ottimi progetti per lo sviluppo del turismo e altri erano in cantiere: in particolare un articolato progetto per la comunicazione interna ed esterna, pensando che la comunicazione non debba essere soltanto informazione, ma anche dibattito, discussione, partecipazione della base alle decisioni più importanti allargando quanto più possibile il dialogo con i cittadini affinchè le scelte siano fortemente condivise, quindi popolari.
 
 
Altro progetto (ed era già pronto) che ritenevo fondamentale per realizzare la Buona Politica concerneva la Scuola di Partito.
 
 
Con la convinzione che i partiti siano l'essenza della democrazia, lo strumento per la partecipazione attiva dei cittadini alla gestione della cosa pubblica e sopratutto alla realizzazione delle buone idee per conseguire benessere e giustizia per tutti, in particolare per chi è più bisognoso, per chi è rimasto indietro.
 
 
 
 
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ecco una piccola campionatura di quanto divulgato negli ultimi anni:

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 i miei "precedenti"
 
 
 
la mia militanza cominciò con la Giovane Italia, associazione studentesca del Movimento Sociale Italiano, mi iscrissi a sedici anni animato dal  mio sentimento di patriota e dal convincimento profondo che il comunismo fosse il male assoluto:
dovevo mettermi dalla parte opposta.
 
 
 
 
 
In quegli anni non essere di sinistra significava essere etichettato come "fascista": io mi sentivo e mi sentirò sempre uomo libero, uomo di destra amante della Patria, della libertà, della democrazia, dell'autodeterminazione dei popoli, della giustizia.
 
Dopo qualche tempo di  attività alla Giovane Italia (quante serate al ciclostile a stampare volantini e poi via a distribuirli il giorno dopo!) fimalmente arrivai al M.S.I. dove trascorsi anni belli ed intensi.
 
A diciotto anni ci fu l'emozione del mio primo comizio in piazza, nell'orario dell'uscita dei lavoratori da una fabbrica.
 
Bellissima esperienza vissuta accanto alla meravigliosa figura del Capitano Giovanni Minoliti, il ricordo della sua persona è sempre nel mio cuore.
 
Poi tanti anni di impegno alla Sezione Centro di via Cairoli
 
 
 
 
 
 
E venne una lunga parentesi dalla politica attiva, dove mi dedicai ad altre cose: presidente di una società sportiva di pallavolo femminile e presentatore di manifestazioni musicali e iniziative di beneficenza.
 
Nel 1994 la politica bussò ancora alla mia porta e fu Silvio Berlusconi a farmi ritrovare entusiasmo e passione.
 
 
 
 
 
Con  Forza Italia si concretizzò l'impresa di fermare la sinistra che sembrava non avesse più rivali.
 
Per questo nutro un senso di gratitudine infinita al Presidente Berlusconi.
 
Grazie a questa formazione politica ho avuto il piacere di conoscere tante belle persone e avere grandissime soddisfazioni coordinando l'attività nell'entroterra genovese.
 
Nel 2015, insieme a Matteo Rosso che in Forza Italia avevo sostenuto fortemente, arrivai a Fratelli d'Italia. Allora un piccolo partito fondato e presieduto da una grande donna.
 
Fratelli d'Italia andava ad occupare lo spazio politico che era stato della Forza Italia del '94.
 
Per me quasi un ritorno a casa.
 
 
 
 


 
 
 
 
ad maiora semper!

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